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    (E. De Filippo)

LA TRAMA

 La famiglia di Gennaro Jovine come una tipica famiglia napoletana che, durante la 2° guerra mondiale, non potendo vivere solo con la "tessera", rimedia come può. La moglie, Amalia, si arrangia col "mercato nero" e prepara a casa sua il caffè (se ne trovava poco in quel periodo) anche per i clienti; in questo modo passano da lei vari personaggi, ma una spiata alla polizia costringe Gennaro a fingersi morto per non farsi arrestare e sequestrare tutta la merce (farina, zucchero, fagioli ecc…) che teneva nascosta sotto il letto.

Il secondo atto è ambientato a guerra finita, gli alleati sono arrivati, Gennaro ritorna dopo essere stato deportato dai tedeschi ed aver visto gli aspetti più crudeli del conflitto: uccisioni e bombardamenti. Nessuno lo sta ad ascoltare, perché tutti hanno ha voglia di dimenticare la guerra, compresa la sua famiglia che nel frattempo si è arricchita truffando e rubando. Sarà lui, nel terzo atto, a riportare la famiglia ai valori più veri e profondi: "io ho capito che devo stare qua. Più la famiglia si sta perdendo e più il padre di famiglia si deve prendere la responsabilità". La famosa frase alla fine della commedia: "ha da passà la nuttata" è riferita alla sia alla previsione del dottore affinché sia efficace la medicina su Rituccia, ma è anche riferita ai "mali" che hanno colpito la famiglia di Gennaro, la città di Napoli, tutto il mondo.

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LA SOLIDARIETA'

 Uno dei valori più evidenti nella commedia è la solidarietà. Rituccia (che non compare mai in scena), infatti, nel terzo atto è gravemente ammalata e potrà salvarsi solamente grazie ad una medicina che non si trova neppure a quel mercato nero che ha arricchito Amalia (mamma di Rituccia), sulla pelle di quelle persone che, per sfamare i propri figli, si sono vendute anche la casa, come per il ragionier Riccardo Spasiano.

Amalia cerca la medicina per tutta Napoli, ed è disposta a pagarla qualsiasi cifra, ma ora che non riesce ad averla ed è disperata, accusa quelli che, come lei, fanno il mercato nero "fanno la speculazione con le medicine" (atto III).

Sarà proprio il ragionier Spasiano (che tanto ha sofferto per causa della stessa Amalia) a regalare alla stessa l'introvabile medicina.

E' il valore di questo gesto, che fa comprendere ad Amalia come l'arricchimento sfrenato, fine a se stesso, l'abbia allontanata dalla propria famiglia e dall'attenzione dei figli: Maria Rosaria (incinta di un soldato americano) ed Amedeo (che ha messo in pratica la filosofia della madre: "Rubi tu? robo pur io! Si salvi chi può!"- atto I). Grazie alla solidarietà, Amalia, ha riacquistato la vita della figlia più piccola, ed ha capito gli errori commessi nei riguardi dei figli più grandi che ha "cresciuti", ma non "educati". Il ragionier Spasiano ha portato la medicina senza chiedere soldi, senza chiedere vendetta, ma semplicemente perché: "chi prima e chi dopo deve, ad un certo punto, bussare alla porta dell'altro".

 

RAPPRESENTAZIONI

 Eduardo scrive la commedia, la prima dopo la separazione da Peppino, nel 1944 quando la guerra non era ancora finita. La prima rappresentazione avviene il 25 marzo 1945 al teatro S. Carlo di Napoli ad opera della nuova compagnia teatrale "Il teatro di Eduardo con Titina De Filippo". Ebbe un gran successo. La compagnia si trasferisce a Roma, dove rappresenta la commedia al Salone Margherita dal 31 marzo al 16 maggio 1945, poi passa all'Eliseo. Da allora lo spettacolo sarà replicato per cinque stagioni consecutive (1945-1950).

Nel 1950 Napoli Milionaria diventa un film con Totò al quale Eduardo, attore e regista, affida la parte dell'uomo "in affitto" che, dietro compenso, fa il finto morto al posto di Gennero; e Delia Scala nella parte di Maria Rosaria.

Nel 1962 Eduardo è in tournée nell'Europa dell'Est; il 31 marzo è in scena a Mosca; la RAI registra la commedia e la mette in scena il 22 gennaio 1962 per la prima volta.

Negli anni 1971-1972 viene ripresentata in Italia ed a Londra. Diventa opera lirica nel 1977 e rappresentata il 21 giugno alla XX edizione del Festival di Spoleto.

Nel 1978 viene rappresentata in Giappone.