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Spettacolo: Natale in casa Cupiello (E. De Filippo) Di “Natale in casa Cupiello”, Eduardo scrisse dapprima il secondo atto, presentato nel ‘31 come atto unico, quindi a distanza di un anno , scrisse il primo atto e dopo due anni il terzo atto. Luca Cupiello ha l’animo del fanciullo, non vede gli aspetti negativi della vita, crede nel presepio e nella sua simbologia, crede nella famiglia unita anche quando l’equilibrio della sua è evidentemente messa in discussione. Il presepio attorno a cui si snoda tutta la vicenda è simbolo dell’amore universale, Luca vive all’interno di questa simbologia senza avvedersi di essere all’oscuro di tutto, anche dell’amore della figlia sposata per un altro uomo. Chi erano i Cupiello? Chi era il povero Lucariello? Non risulta che Eduardo abbia mai risposto esplicitamente a questa domanda, ma è facile indovinare: la maggior parte dei tratti della loro personalità veniva dal ricordo dei nonni materni. Già la scelta dei loro nomi, Luca e Concetta, è un indizio significativo. C’è poi il carattere di questo fanciullesco capofamiglia innamorato del rito natalizio, che combacia con tanti particolari raccontati da Peppino nella sua autobiografia. L’opera si presterà poi a letture contrastanti. E’ la commedia degli affetti familiari, che devono ricomporsi a immagine della Sacra Famiglia del presepe. Ma è anche la commedia che poeticamente anticipa tanto teatro sulla incomunicabilità e sulla indifferenza, che regnano in troppe case. I fondi raccolti li abbiamo devoluti ai terremotati di Sellano in Umbria dove siamo andati personalmente a rappresentare la commedia nel marzo 1998 consegnando i soldi direttamente al Sindaco.
versione 1997-1998
versione 1999-2000
traduzione di alcuni vocaboli usati nella commedia:
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