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Spettacolo: Sabato, Domenica e Lunedì (E. De Filippo)

Una "tragedia del ragù". Potrebbe essere questa la definizione più appropriata di "Sabato, domenica e lunedì".

 

Eduardo costruì un dramma ricco dei messaggi sociali che tanto amava: l'incomprensione, l'incomunicabilità, la diversa sensibilità di più generazioni; in definitiva la necessità dell'amore per tenere insieme la famiglia.

 

Le tre differenti giornate in cui si svolge la vicenda segnano l’andamento drammatico della storia: sabato è l’attesa, il giorno in cui si va preparando la festa e Rosa cucina il ragù per il grande pranzo dell’indomani, tra le lamentele del marito Peppino e del figlio e i litigi della figlia Giulianella con il fidanzato; domenica, quando la famiglia è riunita a tavola per un momento di allegra condivisione, è lo scoppio delle tensioni e dei rancori a lungo sopiti, come la gelosia di Peppino nei confronti del vicino di casa Luigi, sempre premuroso verso Rosa. Quando arriva in tavola il ragù, Peppino si abbandona ad una scenata di gelosia e la festa di casa Priore è subito rovinata. Lunedì è il giorno dei ripensamenti, degli animi placati e più inclini a miti consigli. Nel tepore della cucina di casa, l’uomo si ravvede e comprende l’insensatezza delle proprie reazioni e accanto alla moglie ricorda il momento in cui si sono conosciuti e come si sono innamorati, poi decide di ricucire l’amicizia con Luigi, scusandosi anche con lui.

 

 Ma, oltre la trama apparentemente semplice, in Sabato, domenica e lunedì, come affermò lo stesso De Filippo, «c'è un'apparente fusione di finti rapporti cordiali in una famiglia in cui convivono i rappresentanti di tre generazioni: nonni, figli, nipoti, ma dietro la facciata bonaria si avverte un ammonimento a tutti i coniugi che non vanno d'accordo: spiegatevi, chiaritevi i vostri dubbi, i vostri tormenti. E alla fine della commedia non c'è chi non comprenda che soltanto l'amore può tenere insieme due esseri; non certo il matrimonio, e nemmeno i figli».

 

locandina del film con Sofia Loren

 

 

prima locandina del 1959