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Spettacolo: Sogno di una notte di mezza sbornia

COMMENTO

La commedia, rielaborata dallo stesso Eduardo dalla pièce di Athos Setti "La fortuna si diverte", è poco nota al pubblico, ma le recensioni d'epoca la valutarono tra le più esilaranti che la compagnia Umoristica "I De Filippo" abbia mai messo in scena.

Eduardo De Filippo, in questa commedia, trattando della fortuna nel gioco del lotto approfitta per proporre riflessioni sulla vita. In modo ironico ed intelligente, pungente e raffinato, attraverso battute e situazioni comiche sull'ora della sua presunta morte, lo scrittore riesce a far riflettere sul valore della vita.

Mentre i componenti della sua famiglia sono inebriati dalla ricchezza e dalle condizioni favorevoli improvvisamente acquisite, Pasquale, il protagonista, vive la mutata situazione con la lucidità e la saggezza di chi ha presente e teme la preannunciata fine della vita: "…mia figlia, che fino adesso non la voleva nessuno, appena hanno sentito l'odore di soldi è uscito subito l'americano e si sistema; Arturo, mio figlio, fa il commerciante di vino, è diventato intelligente, Ah che intelligenza tiene mio figlio… Ma quello è cretino. I soldi fanno diventare intelligenti. Voi mettete i soldi in mano a un cretino e diventa immediatamente intelligente" (atto II)

Nella nostra epoca in cui il pensiero della morte viene rimosso, oppure fatto oggetto di spettacolo e dove avanza l'idea di rendere eterna la vita attraverso la clonazione, questa commedia ambientata nel 1934/35, diventa un'occasione di riflessione sul nostro modo di stare al mondo. Vale forse la pena, attraverso questa divertente rappresentazione teatrale, far propria quella sana consapevolezza che porta a vivere degnamente il tempo che a ciascuno è dato.

 LA TRAMA

A Pasquale Grifone, un povero facchino, piace alzare il gomito e, quando beve, fa sogni strani. Un avvocato gli ha regalato un busto di Dante e così Pasquale sogna che il Poeta lo porti in Paradiso. Qui Dante gli dà i numeri di una quaterna e gli rivela il giorno e l'ora della sua morte. Il facchino visionario gioca seguendo la profezia e vince una forte somma di denaro. La moglie ed i figli diventano ricchi e naturalmente sono felici, solo il povero Pasquale non gode della vincita a causa della predizione della sua morte dopo otto mesi. Se la quaterna è uscita, infatti, anche la seconda profezia è destinata ad avverarsi. Nella famiglia degli arricchiti nessuno si preoccupa delle angustie del povero Pasquale. Venuto il giorno tanto temuto, l'angoscia di Pasquale è così violenta che lo riduce veramente all'estremo. Ma arrivata l'ora fatale…